Residenzialità Leggera

Abitare non è solo un diritto inalienabile di ogni persona. Nell'ambito della riabilitazione psichiatrica, stanti i cambiamenti indotti dalla legislazione nel corso degli anni, abitare diventa sinonimo di superamento dei vecchi Ospedali Psichiatrici. Tale superamento non è, tuttavia, un obiettivo acquisito o dato per scontato, bensì un processo dinamico, che si coniuga nella quotidianità del vissuto di ogni paziente, e che deve essere costantemente aggiornato, per non correre il rischio di rappresentare un semplice artefatto. Quotidianità del vissuto significa innanzitutto globalità: parcellizzare gli interventi, specializzandoli in settori specifici, impedisce un approccio autentico alla persona, che funga da positiva integrazione delle parti di sé frammentate dalla malattia e ne ridefinisca il senso, in un'ottica evolutiva. Per questa ragione, i progetti della cooperativa intervengono nelle diverse aree di vita della persona, tenendo conto della sua storia personale, delle sue esperienze, delle sue aspettative e delle risorse disponibili, in collaborazione con la rete dei servizi della realtà territoriale. Si tratta di progetti personalizzati, il che, prima di tutto, concerne una scelta della residenzialità non casuale, o basata su una semplice disponibilità strutturale, ma pensata per lo specifico paziente, calibrata sui suoi bisogni e le sue richieste, comprensiva di una particolare attenzione al progetto riabilitativo più generale, condivisa dal potenziale ospite, dalla sua famiglia, dai Servizi Territoriali di competenza (CPS, Centro Diurno), con cui la cooperativa collabora e si confronta costantemente.

 

Organizzazione della residenzialità leggera

L'equipe operante in tali strutture è costituita da un gruppo di operatori socio-educativi, tra cui un coordinatore. Il gruppo di operatori della cooperativa impegnato attualmente nella Residenzialità Leggera è formato e possiede competenze adeguate nell’assistenza riabilitativa. Le prestazioni di Residenzialità Leggera vengono erogate per sei giorni alla settimana per un tempo compreso tra le due e le quattro ore, tale tempo viene definito secondo il PTR del singolo paziente.

In riferimento a quanto detto riguardo la quotidianità del vissuto, la dinamicità degli obiettivi e la personalizzazione dei progetti, il servizio ha un'organizzazione flessibile, essendo la fascia oraria di riferimento per ogni struttura indicativa e non rigida, caratterizzandosi per un costante aggiornamento, grazie anche alle equipe settimanali previste in ogni struttura, alla presenza del referente operativo e degli operatori della struttura, e all'equipe allargata, composta dal referente operativo e dai coordinatori. Il personale educativo è sostenuto da incontri di supervisione-formazione su dinamiche personali e di gruppo, relative ai vissuti indotti dall'intervento riabilitativo con gli utenti.

Ogni operatore della cooperativa svolge la funzione di Case Manager per uno o più pazienti della RL in cui presta servizio. La cooperativa CREA identifica in tale figura un importante agente di cambiamento all’interno della struttura, in quanto ha il compito di sperimentare, implementare e diffondere un nuovo sistema di assistenza, attraverso il coordinamento delle cure lungo un continuum che include vari aspetti della vita del paziente. I diversi compiti  attribuiti a questa figura sono brevemente esposti di seguito:

  • la responsabilità di accertare i problemi del paziente ed eventualmente della sua famiglia ogniqualvolta questi si presentino, identificando, in tal senso, tanto le problematiche esistenti quanto le potenziali aree di futura criticità, valutando le condizioni fisiche, psicosociali ed emotive del paziente e successivamente, in collaborazione con gli altri membri dell'equipe, sviluppando un progetto riabilitativo per rispondere alle sue necessità;
  • la responsabilità di facilitare e coordinare l’assistenza di pazienti durante la loro presa in carico, agendo in modo che il percorso riabilitativo ipotizzato dall’equipe curante venga rispettato, in particolare  pianificando le modalità di trattamento e gli interventi necessari per soddisfare le necessità dei pazienti e delle loro famiglie;
  • l'individuazione, in collaborazione con l'equipe, di obiettivi, tempi, spazi e  metodologia degli interventi, con una costante attenzione alla qualità dell’assistenza fornita e alle conseguenze dei trattamenti.

In ogni appartamento sono, inoltre, previste attività settimanali interne (es: cucina, spesa, pulizie …) che vengono organizzate con gli ospiti stessi.

Nell’ambito della Riabilitazione leggera la cooperativa CREA è inoltre, interessata ad avviare un progetto sperimentale di tele assistenza all’interno delle strutture che gestisce. Con questo progetto la cooperativa CREA prevede di collegare a distanza gli operatori e fornire ai pazienti uno strumento ulteriore per intervenire con tempestività ed efficacia in casi di emergenza. Il progetto è rivolto alle strutture di RL nelle quali la presenza del personale è proporzionata all’alto grado di autonomia degli ospiti e potrebbe essere esportato nelle strutture decentrate che hanno più difficoltà a raggiungere i centri di riferimento per le attività socio - sanitarie. Attraverso un servizio di tele assistenza che metta in rete i vari servizi gestiti dalla cooperativa, si potrebbe ottenere un aggiornamento costante e monitorare le diverse situazioni rendendo anche più semplice e tempestivo l’intervento in caso di emergenze, imprevisti e necessità.

 

Lavoro

Grazie alla collaborazione con la Cooperativa Fate Artigiane, la cooperativa CREA può offrire un servizio di inserimenti lavorativi pensato appositamente per i pazienti psichiatrici, con la definizione di un percorso individuale per ogni ospite, e l’attivazione di contatti con varie realtà del territorio.

In quest'ottica, il lavoro non è un semplice palliativo, un passatempo, o un metodo per ottemperare a varie esigenze economiche ma rientra, piuttosto, nella visione di pazienti come normali cittadini che ispira ogni nostro intervento, mobilitandone le risorse, facendone non dei meri recettori passivi di servizi ma soggetti pensanti, attivi, con la facoltà di partecipare all'elaborazione del proprio progetto e alla sua attuazione, in stretta collaborazione coi servizi territoriali di zona. In tal modo, l'esperienza lavorativa diventa anche un modo per allargare ulteriormente la rete sociale del paziente sul territorio, obiettivo fondamentale ai fini di una futura dimissione dalla struttura, per intraprendere un'esperienza abitativa autonoma.

La personalizzazione dei progetti è perseguita in ogni sua singola fase: valutazione delle mete, preparazione, valutazione dell'efficacia in corso. L’obiettivo prioritario è costruire o ricostruire un ruolo sociale lavorativo per i pazienti, che, pur avendo capacità e risorse personali, non riescono a ottimizzarle nel mondo del lavoro, spesso per incapacità a reperirne le opportunità, oppure a proporsi in modo adeguato, o per una scarsa tenuta emotiva a fronte di schemi troppo rigidi. La realizzazione delle proprie capacità è favorita dall'ambiente protetto della cooperativa, che costituisce una situazione lavorativa reale, ma scevra dell'eccessiva competitività che spesso caratterizza il mondo del lavoro.

Attualmente, si propongono inserimenti lavorativi in tre ambiti:

  • il “Centralino di Servizi”, in grado di raccogliere e soddisfare svariate esigenze di ordine quotidiano (ad es., pagamenti bollette, collaborazioni domestiche, babysitteraggio, dog-sitteraggio, assistenza anziani, accompagnamenti, consegne, ecc.);
  • il “Laboratorio delle Fate”, un laboratorio di restauro e lavorazioni manuali/artigianali. L’obiettivo è sviluppare una serie di attività che abbiano una reale possibilità di applicazione di tecniche manuali (es. cartonaggio, legatoria, pittura su stoffa, decoupage, restauro);
  • lo sportello “ho Bisogno di…”, aperto in collaborazione con la Zona 5 del comune di Milano, offre ai cittadini uno spazio di ascolto e accoglimento dei diversi disagi della popolazione e si occupa di orientare gli utenti che vi accedono ai servizi pubblici e privati del territorio milanese grazie anche all’ausilio di una banca dati creata  e costantemente aggiornata dai nostri pazienti. L’accesso allo sportello è libero, gratuito e aperto a tutti i cittadini. Le principali aree di competenza dello sportello sono: problematiche familiari ed individuali; formazione e lavoro; orientamento e accompagnamento ai servizi territoriali; informazione e sostegno al disbrigo di pratiche burocratico- amministrative, segnalazione di momenti culturali, di aggregazione e risocializzazione.

Risocializzazione

Nell'individualizzazione di ogni progetto, rientra anche la constatazione che non tutti gli ospiti sono ugualmente abili a svolgere un'attiva lavorativa, d'altronde, il lavoro assume una valenza diversa, a seconda della storia personale del soggetto (clinica e non), dunque è necessario garantire all'utenza anche altre tipologie di percorsi risocializzanti. In questo senso, la Cooperativa CREA ha attivato riCREAndoci, ovvero una serie di gruppi con la presenza e la conduzione di almeno un operatore.

Sono in via di definizione, infine, altri gruppi come costante aggiornamento delle attività riabilitative proposte, come per esempio un gruppo di musicoterapia e un gruppo di fotografia.

I gruppi sopra descritti, tra le altre cose, sopperiscono a quei momenti/situazioni che generalmente non sono garantiti dai Servizi di riferimento (come i fine settimana).

Sistema relazionale

Rappresentato da una complessa rete di supporti sociali, affettivi e territoriali che i pazienti e le loro famiglie spesso faticano a gestire autonomamente. L’obiettivo finale è riattivare le capacità di funzionamento sociale della persona, aiutandola ad assumere gli obblighi e le responsabilità conferitegli dal ruolo di cittadino, avendo ben presente l'insieme di diritti e doveri che connota il concetto di cittadinanza. Riteniamo, inoltre, che la creazione o il potenziamento di una rete sociale inserita nel tessuto urbano, con attributi di territorialità e flessibilità, possa offrire agli utenti e alle famiglie coinvolte l’opportunità, diversamente non disponibile, di sperimentare nuovi ruoli sociali e nuove forme di aiuto. 

Riabilitazione territoriale individuale

L’intervento riabilitativo sviluppa le competenze che portano la persona ad adottare comportamenti socialmente adeguati. Il programma varia da caso a caso: sia per quanto riguarda il tipo d’impegno e di mansioni, sia per quanto attiene alla permanenza oraria e alla frequenza settimanale; inoltre la sua articolazione si modifica nel tempo in rapporto ai cambiamenti ottenuti e all'emergere di nuovi bisogni. In genere, tale intervento si avvale della presenza di un educatore, preferibilmente esterno alla struttura residenziale del paziente.